Vaccini. L’apoteosi della sudditanza del pubblico agli interessi privati

Stiamo vivendo una situazione limite. Qualcosa di mai visto prima. E se, anche qui, vale il solito concetto della serie “non si tornerà mai più indietro”, beh, allora ne vedremo davvero delle belle.
Questa fase in cui più o meno tutti i Governi mondiali pendono dalle labbra delle case farmaceutiche, facendo a gara a chi compra più milioni di dosi di vaccino, costituisce davvero un’emergenza. Decisamente maggiore di quella costituita dal virus stesso. E il fatto, poi, che le stesse multinazionali si siano prese il lusso – anche da noi, così come da 35 anni anni accade in America – di scaricar sui vari Stati qualsiasi responsabilità in relazione a possibili effetti collaterali di un vaccino elaborato in fretta e furia, scavalcando le normali tappe che il protocollo prevede, proprio “nell’interesse della qualità e della sicurezza” di ciò che intendono iniettarci, dimostra senza ombra di dubbio a quale sottomissione del settore pubblico agli interessi dei grandi colossi privati si sia ormai giunti.
Basta anche solo dare un’occhiata ai profitti stellari accumulati dai principali azionisti di vere e proprie compagnie finanziarie mascherate da aziende farmaceutiche come Moderna (Cfr. il video che a questa discussa multinazionale ho recentemente dedicato, incluso nel Box Storia e Presente, Box II di BoscoCeduo Prog, che tra l’altro comprende anche le mie ricerche su Abbott Laboratories, su AstraZeneca ecc.), in prima fila nella produzione e commercializzazione di un vaccino anti Covid 19 con tecnologia m-RNA, per rendersi conto dell’aria decisamente fetida che, di questi tempi, stiamo respirando. E il mio L’Industria della Vaccinazione, d’altra parte, un’idea tanto “allargata” quanto capillare di questa inquietante situazione, in cui salute e mega interessi finanziari si mescolano senza soluzione di continuità, a chiunque voglia vederci un po’ più chiaro credo la possa dare.
Grazie al Covid, insomma, questo imperio del privato sul collettivo si è esteso ormai a tutto. E con una velocità a dir poco preoccupante. Solo “da noi”, un Governo che produce DPCM a ripetizione dipende totalmente dalle decine di milionate di mascherine prodotte, ogni giorno, da una FCA che da tempo stava studiando il modo di uscir dal tunnel di un settore automobilistico in netta e irreversibile crisi. Per non parlar dell’app Immuni, così insistentemente caldeggiata dai nostri ministri, ma elaborata e messa in vendita dalla startap Bending Spoons dei figli di Belusconi. O del quasi monopolio mondiale di tamponi delle famiglie Tria (DID) e Maffioli (Copan)
Si pensi anche soltanto a quando i Tg parlano dei test effettuati negli aeroporti, “per la nostra sicurezza”, per carità. Ecco. Quei test, in realtà, son tutti in mano a società private.
Come la Air Medical Service, per esempio. Che amministra e gestisce i test anti virus in molti aeroporti italiani, e che è proprietà di Sagat – il colosso privato in mano a Intesa San Paolo, Unicredit e le rispettive fondazioni (tutte rigorosamente controllate dall’AXA di casa Rothschild, per altro) – che dispone dell’aereoporto torinese di Caselle ma anche, attraverso la sua quota di maggioranza nella Aeroporti Holdings, di quelli di Firenze e Bologna. O come la Centogene, che somministra tamponi (per giunta obbligatoriamente, a chi arriva da aree considerate “a forte rischio” come la nostra stessa nazione) ai passeggeri che riempiono grandi aereoporti tedeschi come quelli di Berlino, di Monaco, di Norimberga… Sono loro a raccogliere i nostri dati sensibili. Sono loro, queste società private, a verificare il nostro stato di salute e a darci la patente di Negativi o Positivi, magari confinandoci a lunghi periodi di quarantena.
Ah, dimenticavo.. La Centogene, dopo le nuove recentissime disposizioni che rendono appunto obbligatori i tamponi per tutti i passeggeri in arrivo da un Risikogebiet (una “zona rossa”), ha cambiato improvvisamente CEO. Il prof. Arndt Rolfs, tra l’altro cofondatore della compagnia, è uscito rapidamente di scena. Al suo posto, dal 1° dicembre, si collocherà stabilmente un certo Andrin Oswald, ex McKinsey (ma dai?), ex Glaxo, ex Novartis (come Capo divisione Vaccini), e… negli ultimi quattro anni Direttore del Life Science Industry Engagement and Partnerships presso sapete chi?
La Bill & Melinda Gates Foundation, naturalmente.

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