Lettera aperta al Presidente del Consiglio

LETTERA APERTA AL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO

Ill.mo Presidente del Consiglio Giuseppe Conte,
a pochi giorni dal 75° anniversario della Liberazione, il Suo popolo si trova a vivere, ormai da quasi due mesi, un’emergenza senza precedenti. Un’emergenza che costringe gli italiani a una reclusione forzata tanto più opprimente quanto più ci si concentra proprio sull’imminente ricorrenza di questo nuovo 25 aprile.
Da quel 1945 ad oggi, infatti, mai come quest’anno il Suo popolo ha avvertito, in tutta la sua dirompenza, il forte anelito alla Libertà. Una Libertà fisica – che è possibilità indiscriminata di movimento, di circolazione, di ritorno alla vita di tutti i giorni e di ricongiungimento sociale – ma anche, e soprattutto, una Libertà morale e intellettuale, che si traduce in un inestinguibile desiderio di confronto, di dialogo e di comprensione profonda, anche e soprattutto in riferimento a quanto ci sta capitando.
Il sacrificio che, da molte settimane, Lei sta chiedendo e imponendo al Suo popolo, Signor Presidente, non può quindi non venir ricambiato da un Suo preciso impegno nei confronti di questa esigenza di chiarezza che, da molte parti ormai, si sta facendo prepotentemente strada. Un’esigenza, come dicevo, intimamente connessa con quel desiderio di Libertà che le sue inestirpabili radici affonda nella Costituzione, nelle istituzioni democratiche e, ancor più, nella nostra più intima e irrinunciabile Natura. Siamo Uomini, Presidente. E, come tali, vogliamo capire.
A nome di tutti coloro che vorranno condividere, in tutti i modi possibili, questa mia istanza, Le chiedo quindi di approfittare della ricorrenza che ci attende, per far luce – in nome di quella Libertà e di quella Democrazia a cui, in quanto italiani e soprattutto uomini, mai rinunceremo – sulle seguenti questioni:

1. Recentemente il Suo viceministro alla Salute ha dichiarato, nel corso di una trasmissione radiofonica: “Visti i danni del Covid19, non ho dubbi. Il vaccino dovrà essere obbligatorio. Mi auguro che sarà un vaccino sicuro…”. Preso atto del fatto che, in base a quanto sostenuto dalla stessa comunità scientifica internazionale, il suddetto virus risulta mutare molto velocemente e/o addirittura tornare a colpire soggetti già guariti, quanto ritiene davvero utile un’eventuale vaccinazione, tanto più se “obbligatoria”?

2. In merito alla recente disposizione della Regione Lazio circa l’obbligatorietà, da settembre p.v., del vaccino antinfluenzale e anti pneumococco per tutti i residenti con età superiore ai 65 anni, vista la forte concentrazione di vaccinazioni di questo tipo effettuate nei mesi immediatamente precedenti alla diffusione del virus nel nostro Paese proprio nelle zone italiane maggiormente colpite dal Covid19, quanto si sente di escludere un collegamento tra i due fenomeni?

3. L’area in cui si è concentrata la maggior quantità di casi di contagio e morte risulta la stessa in cui, da anni – e nelle settimane precedenti all’emergenza virus, in misura quanto mai allarmante – si registra una forte concentrazione nell’aria di sostanze altamente tossiche e inquinanti. Quanto si sente di escludere un collegamento tra questi due tipi di emergenza. Nel caso, come intende far fronte a questo problema?

4. Da molte parti riecheggiano ormai approfondite considerazioni, appoggiate da autorevoli esperti, circa il collegamento tra la diffusione sempre più capillare della tecnologia 5G e il moltiplicarsi a dismisura di gravi problemi respiratori, per altro riscontrati, con la massima intensità, nei soggetti colpiti dal virus. Con quali argomenti si sente di escludere questa connessione o, in alternativa, quali misure prevede di adottare per far piena luce sulla questione e, eventualmente, per porvi rimedio?

5. La cosiddetta Task force da lei istituita e guidata da Vittorio Colao, orientata alla ricostruzione economica del nostro Paese, ha appena firmato un accordo per la gestione di un’applicazione tesa a monitorare il movimento dei cittadini nella cosiddetta “Fase 2”, in un’ottica di prevenzione del contagio. Quanto è sicuro Lei, e quanto può rassicurare tutti noi, circa il rispetto della privatezza e della riservatezza individuale della popolazione? A tal proposito, come spiega la Sua scelta di un ricorso a un’equipe di tecnici (nel caso di Vittorio Colao, poi, collegati a contesti come quello della European Round Table of Industrialists o del Bilderberg, da sempre criticati e guardati con forte sospetto dallo stesso Movimento che l’ha candidata all’altissima carica che oggi ricopre), invece che affidare questo delicatissimo compito ai Suoi Ministeri o, comunque, a uomini dello Stato?

6. Nel corso di una recentissima intervista rilasciata a CNews France, il virologo e premio Nobel prof. Luc Montagnier ha definito il Covid19: “un virus non naturale, frutto di un lavoro molto minuzioso di biologi molecolari”. Qual è la sua idea in proposito e quanto si sente di escludere questa affermazione?

7. Nelle settimane scorse un’altra “Task Force”, guidata dal prof. Burioni, ha attaccato l’informazione alternativa (chiedendo, nello specifico, l’oscuramento di canali indipendenti come quello denominato ByoBlu), denunciando al contempo il prof. Stefano Montanari per le opinioni espresse proprio nel corso di un’intervista rilasciata al suddetto canale. Che cosa pensa, Presidente, di questa iniziativa e, in generale, di questo clima di progressivo oscuramento delle opinioni e delle posizioni “non allineate” a quelle ufficiali? In generale, non trova poi che questa eccessiva preoccupazione nei confronti delle cosiddette “fake news”, oltre che costituire un tentativo di gestire in maniera arbitraria e unilaterale l’informazione e di esercitare un monopolio sulla nozione stessa di “Verità”, possa tradire la consapevolezza, da parte delle istituzioni, di aver per troppo tempo “formato”, attraverso la scuola pubblica e i media ufficiali, individui ben poco avvezzi al ragionamento autonomo e quindi facilmente indottrinabili?

Da semplice cittadino quale sono Le chiedo quindi, signor Presidente, di dimostrare ancora una volta la Sua cortesia e la Sua disponibilità venendo incontro alle perplessità e ai dubbi di molti suoi concittadini, nella piena convinzione secondo cui una corretta, trasparente e precisa informazione stia alla base di un’autentica Democrazia e costituisca lo strumento privilegiato per assicurare alla nostra grande Nazione il rispetto delle sue regole.

La ringrazio fin d’ora.
Distinti saluti,
Pietro Ratto
Filosofo, storico, giornalista e insegnante.

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