Smart Working e spionaggio. Un altro regalo del Covid 19

Si chiama Cyberslacking e consiste nel perder tempo mentre si lavora da casa. Una telefonata alla fidanzata o a un amico, uno spuntino in cucina, una sosta un po’ troppo lunga in bagno… Tutti “minuti preziosi” che il datore di lavore paga, fidandosi del suo dipendente. E allora? Allora eccoci giunti all’era dello spionaggio perfetto. Quello che, all’epoca del “lavoro in presenza”, nemmeno si sarebbe potuto immaginare. Aziende ultra specializzate nel monitoraggio selvaggio del lavoro a distanza, in questi mesi stanno moltiplicando a dismisura i profitti grazie ai loro software capaci di calpestare senza alcun ritegno qualsiasi diritto alla privacy.
Una di queste aziende si chiama Capterra. La trovate facilmente in rete, pronta a far la felicità dei datori di lavoro intenzionati a monitorare (è proprio il caso di dirlo) il lavoro svolto da casa dai loro dipendenti. Capterra propone trionfalmente software come Time Doctor, per esempio. Che scarica i video degli schermi dei dipendenti per tutto il tempo in cui si trovano davanti al pc, scattando loro una foto ogni tot minuti. E ossessionandoli con invadenti pop up che, non appena il programma si accorge che il lavoratore non si trova più al suo posto, lo minacciano avvisandolo che entro 60 secondi il suo tempo sarà messo in pausa. Arrestando così il conteggio dei minuti retribuiti.
Alcuni programmi vengono installati dagli stessi dipendenti, naturalmente su imposizione dei loro superiori. Come TSheets, ad esempio, che fornisce al datore di lavoro, in tempo reale, la posizione di ogni lavoratore. La descrizione del software così recita: “i manager possono vedere chi lavora, dove, su quali progetti ‑ il tutto in tempo reale”. Ma Capterra vende anche prodotti da installare di nascosto sui computer degli impiegati. Come il fatidico InterGuard, che produce una cronologia dettagliata, minuto per minuto, dell’attività del lavoratore, classificandolo come produttivo o improduttivo a seconda del punteggio di produttività in tal modo accumulato.
Ci sono anche società che si affidano a strumenti molto meno “sofisticati”, per spiare senza alcun limite i loro dipendenti. Imponendo loro, per esempio, di mantenersi in teleconferenza Zoom per l’intera giornata lavorativa. Ma la moda del momento è proprio rappresentata da questo massiccio ricorso ai software di spionaggio-dipendenti. Il tutto facilitato da un vuoto legislativo che espone di fatto, chi opera in smart working, ai soprusi più disparati. E non a caso, aziende specializzate in questo settore come la Awareness Technologies, dichiarano apertamente di aver triplicato le proprie vendite in meno di un anno.
Dal momento dell’esplosione del Covid 19 ad oggi, naturalmente.

ti e' piaciuto questo articolo? Condividilo!

Condividi su facebook
Facebook
Condividi su twitter
Twitter
Condividi su email
Email

NEWSLETTER

Manteniamo i tuoi dati privati e non li condividiamo. Per maggiori informazioni, consulta la nostra Privacy Policy.

potrebbe anche interessarti

Chiamata al Singolo

È sciocco e inutile continuare a farsi prendere in giro, confidando in miti logori e sconfitti come quello del corteo di protesta nelle piazze. Sono…

AstraCapestro

Una delle tante cose divertenti a cui stiamo assistendo in questi giorni è la “crociata”, dai toni altamente minacciosi, dell’Unione Europea nei confronti dei cosiddetti…

Aldo Moro e la Casa degli Spiriti

Alle 11,30 del mattino iniziava il rastrellamento. Ventidue uomini, tra carabinieri e poliziotti, si accingevano a perlustrar l’area circostante un’antica casa colonica che si affacciava…