Eccolo qui, il #BuonDocente!

Adesso, finalmente, è tutto chiaro.

Sono anni che cerco di capire in quale modo sia valutabile il lavoro di un insegnante. Quel lavoro i cui effetti si verificano magari a distanza di anni, a volte concentrati in una sola sensazione, in un pensiero, in un ricordo felice e lontano...

Com’è possibile valutare l’insegnante, se non dal vuoto che lascia dentro, mi son chiesto. Se non da quella capacità di pensare autonomamente, di voler crescere ogni giorno, di interessarsi a tutto con passione, che si sviluppa pian piano, nel corso di anni e anni di esistenza..

Beh, ho buone notizie: ora lo so. Ora so cosa significa essere un buon insegnante!

Ho qui sotto la tabella, l’elenco dei parametri elaborati dal Comitato per la Valutazione dei Docenti in tutto il suo splendore. Ho sotto gli occhi, insomma, la liste delle caratteristiche che deve possedere il #buondocente per poter ottenere un aumento di stipendio. L’unico aumento possibile, da quando il #buongoverno della #buonascuola, in nome della meritocrazia ha abolito gli scatti d’anzianità. Ho tutti qui, davanti a me. Ed è fantastico! Davvero una #buonatabella!

Come riuscire a trattener le lacrime per l’emozione, scoprendo che il buon insegnante è colui che partecipa a tutta una serie di Commissioni (prima fra tutte quella stessa che provvede alla valutazione, naturalmente), che progetta i viaggi d’istruzione o le attività di Alternanza Scuola/Lavoro (per chi non ne è al corrente, quel sistema che, con la scusa di fornire le “competenze necessarie per entrare nel mondo di lavoro”, da quest’anno costringe i nostri ragazzi a sbattersi gratuitamente, per centinaia di ore, presso aziende private che hanno tutto da guadagnarci e da esser grati al nostro amato ministro).

Il bravo insegnante, evinco, è colui che svolge ruoli importanti come quello di Collaboratore del Preside (ruolo attribuito direttamente ed insindacabilmente dal Dirigente stesso, non si sa per quale motivo. Incarico per cui, di conseguenza, si vien pagati di più; e che, d’ora in poi, in base a questo criterio, frutta al “prescelto” un ulteriore “premio”.. Che significa solo che verrà pagato ancor di più). Alla faccia della meritocrazia!

Scopro che sarà premiato chi somministrerà agli alunni un numero di verifiche maggiore rispetto a quello previsto dal Dipartimento.. Ed è geniale, semplicemente geniale! Un vero e proprio monumento al Conflitto d’interesse. Della serie: “Scusi, prof, ma lei ci sta inondando di compiti in classe perché ha da pagare il mutuo, o cosa?”.

E tutto ciò, a prescindere dal gaudioso mistero circa le motivazioni per cui un insegnante che rifila molte verifiche ai suoi alunni sia da considerarsi un buon insegnante. O perché debba venir considerato tale chi s'infratta in commissioni varie, o chi "collabora" col Dirigente, o chi organizza gite scolastiche..

La tabella che ho sotto gli occhi, poi, premia chi coordina dipartimenti o commissioni - come se si trattasse di incarichi alla portata di tutti - e in generale riconosce spesso un punteggio a chi riveste ruoli direttamente e univocamente conferiti dal Preside. Della serie: piove sempre sul bagnato.

Forse è un dettaglio, ma non ci trovo voci del tipo: “Induce lo studente alla riflessione e al ragionamento critico”, o che so: “Invoglia i ragazzi a informarsi”, “Fa venire una voglia matta di saperne di più”, “Lascia incollati sulle sedie”, “Comunica al discente il piacere dello studio”, o anche solo: “Spiega con chiarezza”. No, no. E come potrebbero metterceli, questi parametri, d’altra parte? Questo “capitolo”, l’unico davvero essenziale, quello che attiene a quella qualità dell’insegnamento evidentemente insignificante rispetto al ruolo di Leccapiedi del Dirigente, risulta concentrato tutto alla voce: ”Questionari da sottoporre alle famiglie e agli studenti”. Peccato, però, che includa anche la Frequenza Corsi di Aggiornamento. E’ così, proprio così, che questa geniale tabella riesce ad aggirare l’opinione dei ragazzi, i soli in grado di valutare il lavoro svolto in classe: infilandoci dentro i Corsi di Formazione! Nel senso: spieghi da far schifo, diffondi in tutti i ragazzi una noia mortale, ma se ti iscrivi a un bel corso sulla Sicurezza, oltre che permettere all’azienda che lo tiene di fare un po’ di soldi in più, ti assicuri una decina di punti. E finisci al top della classifica (dopo il vicepreside, naturalmente).

Nemmeno più le famiglie contano, insomma. E questa è una notizia, signori! Udite udite: grazie a questa fantastica riforma siamo passati dalla Scuola dei Clienti alla Scuola del Clientelismo. Dai, provaci anche tu: fai qualche favoruccio al Preside e il tuo stipendio, d’incanto, graviterà. E benvenuta sia la corruzione, finalmente sbarcata anche qui.

Ciliegina sulla torta? I criteri escono oggi, e valgono già per l'anno in corso. Che è alla fine! E sentiamo: qual è l'unico criterio che funzionerà soltanto dal prossimo anno? Ma quello relativo ai questionari di ragazzi e famiglie, naturalmente!

Geniale, davvero geniale! Ancor più se si tiene conto del fatto che questo capolavoro di criteri non sia in alcun modo discutibile. Il Collegio Docenti non è assolutamente in condizione di contestarli, o anche solo di modificarli. D'altro canto, a cosa servirebbe più? La nuova riforma prevede, infatti, che l'assemblea degli insegnanti di ogni Istituto non possieda più alcuna sovranità. Alcun potere decisionale. Ci limitiamo ad "appoggiare", a dare un parere, noi docenti! Mica per niente ho smesso di votare, in ogni riunione a cui sono tenuto a partecipare.

In linea con la mia proposta, lanciata in rete mesi fa, io mi astengo. Mi astengo su tutto, tranne che nei confronti di disposizioni, come dire.. in forte conflitto con la mia morale. Circostanza questa che, purtroppo, al nostro tempo non si verifica poi così raramente.

Insomma.. Questa, proprio questa è la Meritocrazia di cui si sono riempiti la bocca i nostri governanti! Fantastico, non c’è che dire! Sono riusciti a trasformare una legge che, non si sa come, pretendeva di valutare la qualità dell’istruzione, in una serie di beceri criteri per spartirsi la torta. Una torta mica da poco, eh? Parlano di ventitremila euro e forse anche più, dato che la cifra dipende dalla percentuale di insegnanti a tempo indeterminato presenti in ogni singola scuola.

Non c’è che dire. Un ottimo modo per metter tutti contro tutti, per incentivare delazioni, invidie, competizioni, e in tal maniera rafforzare il potere del reuccio di ogni istituto!

Se poi aggiungete la genialata dell’Associazione Nazionale Presidi, consistente nell’interpretare la normativa - che prevede che ad esser “premiati” saranno i due terzi dei docenti - sostituendo a “docenti” l’espressione “titolari di un incarico”, il gioco è fatto. Tutti i soldi finiranno in mano ai pochi, soliti paraculati in grado di assicurarsi la maggior parte dei ruoli.

E tutti gli altri resteranno col gessetto in mano.

 

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Giulia e lo psicologo