L’orda di imbecilli

Per la terza volta in due settimane, dalla mia pagina Facebook sparisco e poi riemergo, dopo altrettanti blocchi del mio account, per altro privi di alcuna spiegazione.
Una situazione odiosa, questo dover subire l’iniziativa di qualche minorato mentale che nemmeno capisce di cosa parlo o, peggio ancora, di qualche suo ancor piu stupido robot. Ma una circostanza che invita anche alla riflessione, diciamo.
Ed è cosi che mi trovo, quindi, a ripensare un po’ a tutta le questione. Per lo meno, relativamente agli ultimi due anni. Si, perché qualche idea, su tutta la difficoltà che negli ultimi tempi ho vissuto rispetto al mio lavoro, pian piano mi sta venendo.
Torno con la mente al 2018, all’anno in cui un mio video relativo ai Rothschild (e ora scomparso) mi ha scaraventato in cima alle classifiche di Amazon. Cos’è accaduto, di lì a poco? Un’orda di imbecilli ha cominciato a prender di mira i miei post insultando a piene mani ebrei, omosessuali e chi più ne ha più ne metta, certa della demente equazione: autore che critica i Rothschild = antisemita. Così va il mondo, infatti. Abbiamo bisogno dei quadretti in cui incasellar le persone, per poter metterci poi l’animo in pace, sicuri di aver finalmente capito tutto.
Il risultato? Post su post “suicidi”, da parte mia, in cui ho ripetutamente messo le cose in chiaro. Spiegando scandalizzato che non sono antisemita o omofobo, o altre schifezze di quel tipo, ma che, anzi, odio qualsiasi discriminazione. E beccandomi così gli insulti dei fascisti, che hanno cominciato a sganciarsi in massa dal mio “seguito” (e fin qui tutto bene, per carità), ma incassando anche la derisione degli altri, quelli che mi dicevano: “Ma sei scemo? Chi te lo fa fare di far chiarezza? Hai presente come crolleranno le vendite dei tuoi libri?”. O, ancora, l’incredulità di chi, a sinistra, non si fidava della mia sincerità, ritenendomi così nulla più che un fascista ipocrita. Questo, di fatto, accade a chi fa ricerche in modo indipendente. In qualsiasi direzione le faccia, bisogna subito etichettarlo. E non per nulla, quel tipo di studi, la quasi totalità di chi si occupa di Storia si guarda bene dal condurli.
Così, mentre perdevo migliaia e migliaia (e non esagero), di followers e lettori nostalgici (insieme ai loro canali), tutti schifati dal mio “tradimento”, dall’altra parte riviste “allineate” come Wired mi catalogavano come “scrittore di estrema destra” così da costringermi a duellare anche con la loro ingombrante idiozia. E il loro cosiddetto “antifascismo”.
Poi arrivava il virus, aggravando in maniera nuova anche questa mia specifica situazione.
Come d’incanto, infatti, le sinistre che li per lì consigliavano a tutti di abbracciar cinesi infetti, si schierarono a favore delle restrizioni e delle sospensioni delle libertà, tifando per i vaccini. Mentre, da parte opposta, la destra sposava la causa del contrasto ai DPCM e via di seguito.
Avendo appena chiuso un libro che sgama i molti scheletri nell’armadio delle multinazionali del farmaco, finivo quindi prestissimo per ripiombar, con tutte le perplessità che mostravo nei confronti della buona fede dell’allarmistica informazione filogovernativa, nel solito girone di leghisti e fascisti. E ciò, nonostante i miei ripetuti attacchi alle madonne e ai rosari di Salvini. Perché, va detto. È incomprensibile, ma va detto. Molto velocemente, grazie alla viscida narrazione mediatica, chi in quel momento iniziò a dirsi non convinto di tutta la storia e a implorar chiarimenti dal Governo, venne alla velocità della luce archiviato come fascista. E quando presi ad attaccare il premier e i voltafaccia dei suoi sostenitori politici, ecco che mi alienai di botto anche le simpatie dei pentastellati. Restando solo.
Il risultato, infatti, fu che dopo essermi tolto migliaia e migliaia di fascisti, si allontanarono schifati dal sottoscritto anche quelli dell’altro schieramento. E non scherzo né esagero, miei cari. Parlo di rapporti di amicizia rotti improvvisamente, di gente che ha smesso di salutarmi o frequentarmi, di librerie amiche che hanno improvvisamente interrotto le relazioni con me, smettendo di organizzar presenttazioni o rifutandosi di tener sui loro scaffali, tra confezioni di gel igienizzanti e pacchi di mascherine, i miei libri. D’altra parte, benvenuti in questo nuovo mondo in cui, ormai, tra chi si fida di un vaccino e chi no, deve per forza scorrere il sangue. Grazie alla nostra meravigliosa “informazione”, naturalmente. E per la nostra sicurezza.
Dulcis in fundo, dopo aver rotto le scatole a me, eccoli lì adesso a governar tutti insieme. Agli ordini del banchiere.
Questa, dunque, è la triste conseguenza. Questo è il prezzo che paghi a pensar con la tua testa, in mezzo a un mondo di idioti che incasellano la gente in base a stigmi e pregiudizi.
E questo è il motivo per cui, a volte, costretto a difendermi da tutto e tutti, inclusi questi deficienti che mi censurano ogni tre giorni, avrei davvero una gran voglia di volarmene via.

 

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