Adriano Olivetti
11 aprile 1901 - 27 febbraio 1960

La sua famiglia (ebrea) deriva il suo nome dal Monte degli Ulivi ed è probabilmente imparentata dall’inizio del Seicento con i Montefiore (matrimonio tra una Rachel Olivetti nata nel 1606 e un Judah Montefiore). I Montefiore sono imparentati coi Rothschild dal 1815 (Henriette Rothschild + Abraham Montefiore)

Nel 1908 suo padre Camillo Olivetti resta affascinato dalla Underwood #5. Camillo era allievo e assistente di Galileo Ferraris. Aveva fondato a Ivrea la sua Olivetti, poi CGS (Centimetro Grammo Secondo) a Monza, poi riportata a Ivrea col nome originario, che includeva nel suo assetto societario anche la Edison in mano ai banchieri Di Pisa.

Nel 1911 Olivetti aveva messo in commercio la sua mitica M1. Nel 1920 sarebbe uscita la M20.

Nel 1924, neolaureato in ingegneria chimica, Adriano entra in Olivetti. Dieci anni prima aveva fatto esperienza in quell’azienda come operaio, rimanendone traumatizzato. Visita Underwood nel 1925.

Nel 1926 Adriano aiuta Turati e Pertini a scappare in Francia all’indomani della chiusura della sede del PSI da parte dei fascisti.

Dagli anni Quaranta comincia a concepire il Progetto di Comunità. Nella sua mente c’erano piccole e autonome comunità (per altro alquanto simili a quelle dei cosiddetti kibbutz israeliani) - costituitesi intorno alle singole fabbriche (“imprese di tipo nuovo, al di là del socialismo e del capitalismo, giacché i tempi avvertono con urgenza che nelle forme estreme in cui i due termini della questione sono posti, l’uno contro l’altro, non riescono a risolvere i problemi dell’uomo e della società moderna”) e corredate di proprie scuole, laboratori, università, ambulatori medici e psicologici, servizi sociali (come ad esempio l’asilo nido interno per i figli dei dipendenti, di cui, di fatto, Olivetti si era dotata già dall’inizio degli anni Quaranta), e ancora biblioteche e spazi comuni di dialogo e dibattito - tutte confederate e interconnesse tra loro ma sempre indipendenti e libere da un opprimente “sistema centrale”.

ANALOGIA CON IL MUSSOLINI A GARGNANO, dalla fine del 1943. Forse il contatto tra i due fu Bottai? L'articolo 1 del Decreto n. 375 del 12 febbraio 1944 - il nuovo progetto economico per l'Italia promulgato dalla Repubblica di Salò - avrebbe previsto la socializzazione di tutte le aziende private con almeno un milione di lire di capitale o almeno 100 dipendenti. "Quando gli interessi capitalistici e le manovre di borsa non governeranno più l'economia, si raggiungerà quel livello ideale di prosperità comune che esclude la possibilità di guerre. Quando il valore del denaro dipenderà soltanto dal lavoro e dalla produzione, il sistema capitalistico sarà completamente dissolto".

Negli anni Cinquanta Olivetti viene spiato dalla CIA. D’altra parte era in contatto con l’OSS (di cui aveva preso tessera num. 660, incontrando Allan Dulles) già dal 14 giugno 1943, avendo dato la sua disponibilità per realizzare un’Italia post fascista democratica ma indipendente. Documenti desecretati raccontano del suo incontro nell’ottobre 1957 con l’agente Chief, nel corso del quale manifesta i suoi dubbi sul monopolio politico e il clientelismo della Democrazia Cristiana (finanziata dalla CIA), consigliando un’apertura verso Pietro Nenni. Dice di aver chiesto senza successo un sostegno di Rockefeller Foundation e Ford Foundation.

Frattanto, nel 1948 era uscita la prima macchina da calcolo Olivetti Divisumma 14. Nel 1950 la Lettera 22. Nel 1959 il primo calcolatore elettronico: Elea 9003, sotto la guida del genio italo cinese Mario Tchou.

E aveva iniziato a circondarsi di uomini per lo meno sospetti.

Ottorino Beltrami, dirigente Olivetti ex ufficiale di Marina che vantava di aver perso una gamba nel corso della Battaglia di Cagliari a cui il suo sommergibile non risulta abbia preso parte. Beltrami sarà colui che, dopo la morte di Adriano Olivetti, guiderà l’operazione di trasferimento di tutto il settore elettronico dell’azienda (in cui era leader mondiale) all’americana General Electric dei Morgan, in sintonia col Gruppo d’intervento nato ufficialmente per “salvare Olivetti“ e guidato da Vittorio Valletta, alla guida di Olivetti dalla morte di Adriano. Valletta, il 30 aprile 1964 aveva infatti dichiarato: “sul suo futuro pende una minaccia, un neo da estirpare: l'essersi inserita [Olivetti] nel settore elettronico“

Roberto Dotti, ex partigiano sospettato dai comunisti di fare il doppio gioco a favore del fascismo, accusato di ben due omicidi terroristici che avevano comportato la sua fuga a Praga, poi assoldato da Edgardo Sogno (tra i bastonatori designati da Montanelli) nelle fila di Pace e Libertà in funzione anticomunista ma anche collaboratore delle Brigate Rosse, che Sogno “infiltra“ nella Casa editrice di Olivetti negli ultimi mesi di vita di Adriano.

Nell’ultima fase della sua vita, Olivetti tenta ripetutamente di aprire i rapporti commerciali con la Cina e l’URSS insieme a Mario Tchou (che morirà in un incidente in circostanze ben poco chiare un anno dopo - 9 novembre 1961 - l’altrettanto oscura morte di Adriano, avvenuta nel pomeriggio del 27 febbraio 1960, su un treno per Losanna, mentre andava a trovare una giovane di cui si era innamorato e che era incinta di lui). L’ultimo ad aver incontrato Adriano Olivetti, e ad averlo accompagnato al treno mettendolo improvvisamente di cattivo umore, fu proprio Ottorino Beltrami.

Dopo la morte di Tchou l’ingegner Perotto inventò per Olivetti il primo Personal Computer della Storia, il P101. Un affronto terribile, per IBM.

Tempest

Tra il 1943 e il 1944, nei Bell Laboratories un ricercatore nota che un oscilloscopio coglie le frequenze emesse da una macchina criptatrice distante decine di metri, e capisce che possono esser decodificate vanificando la criptazione.

Nel 1951, in piena Guerra Fredda, si scopre che tali frequenze possono esser lette anche a 400 metri di distanza. Si tentano contromisure, ma si rivelano in gran parte palliativi. E proprio mentre Olivetti si apprestava ad acquisir Underwood, si scopre che le frequenze emesse da macchine per scrivere elettriche possono essere “lette“ anche a quasi un chilometro.

Nel luglio 1990 finirono in carcere due dipendenti di Olivetti (sotto DeBenedetti) per spionaggio industriale in favore dell’URSS, avendo tentato di vendere “al nemico“ un codice Tempest per 250 mila dollari

Dal 2009 sappiamo che è possibile leggere tramite webcam il testo digitato su un pc, o riflesso sugli occhiali dello scrivente o su una tazza lucida in giro per la stanza. E’ anche possibile ricostruire il testo di un documento soltanto analizzando e decifrando i rumori emessi da una stampante che lo produce.

Morlion
1904 - 1987

Belga. Ateo dichiarato fino ai 21 anni, poi frate domenicano, nel 1929 viene ordinato sacerdote.

Nel 1930, fonda il suo Centro di Documentazione Cinematografica. Nel 1932 dà vita al Pro Deo e ai suoi Comitati d’Azione (CIP) tesi a contrastare il socialismo e il comunismo, e a diffondere i principi cattolici. Pro Deo, nel 1939 vanterà già una rete di agenzie di stampa tali da comprendere 1750 giornali in 31 Paesi.

In occasione dell’occupazione tedesca del Belgio, fugge a Lisbona, poi nel 1941 ripara negli USA. Entra in contatto con l’OSS (poi CIA) e instaura ottimi rapporti in funzione anticomunista. Lì conosce anche don Luigi Sturzo, che lo fa infiltrare in Italia mettendolo in contatto con Mons. Montini (poi papa Paolo VI) anche grazie all’intermediazione di Henry Luce, fondatore del Time, del Life e del Fortune, nonché grande finanziatore del Partito Repubblicano.

Pio XII lo incarica di dar forma all’intelligence vaticana in chiave anticomunista, beneficiando dei finanziamenti d’oltreoceano di Casa Morgan.

Nel 1945 Morlion assume come segretario un giovane Giulio Andreotti, lanciandolo di lì a poco nel mondo della politica italiana.

Nel 1948 Morlion fonda l’Università Pro Deo, poi ridenominata Luiss, nel cui board figurano - oltre Henry Luce - grandi banchieri e magnati americani e ebrei. L’università intrattiene ottimi rapporti con l’organizzazione sionista American Jewish Committee fondata e controllata dai Warburg. Tra i successivi finanziatori (3 milioni al mede a partire dal 1948), un gruppo di imprenditori guidati dall’armatore Angelo Costa, che a metà degli anni Cinquanta, in qualità di Presidente di Confindustria, chiederà agli industriali italiani di non acquistare macchine per scrivere Olivetti. Anche la CIA e la Fondazione Rockefeller finanzieranno Pro Deo.

Morlion comincia a utilizzare la sua influenza per condizionare il cinema italiano (è sceneggiatore di due film di Rossellini: Stromboli Terra di Dio e Francesco, il giullare di Dio) e intesse ottimi rapporti anche con Clare Boothe Luce, attrice e giornalista moglie di Henry che tra il 1953 e il 1956 viene nominata Ambasciatrice USA in Italia. La Luce ricatterà le industrie italiane in cui le rappresentanze sindacali comuniste erano troppo forti, minacciandole di sottrarre loro i contratti commerciali con gli USA e tuonerà contro il cinema italiano condizionato da ideali comunisti. Tra il maggio e il settembre 1954 intesserà un rapporto epistolare segreto con Indro Montanelli, che chiedeva il suo appoggio per dar luogo a una forza paramilitare anticomunista sostenuta dalla CIA, composta da “bastonatori“ e pronta anche al colpo di Stato e alla Guerra civile. “Di fronte a questa realtà, mi trovo in questo dilemma: difendere la Democrazia fino ad accettare, per essa, la morte dell’Italia; o difendere l’Italia fino ad accettare, o anche affrettare, la morte della Democrazia? La mia scelta è fatta…”

Morlion è stato determinante nella mediazione tra URSS e USA nella crisi missilistica di Cuba. Nel 1973 Una cordata di imprenditori guidata da Umberto Agnelli ha rilevato la sua Università Pro Deo rinominandola LUISS Guido Carli. Il suo nome è comparso a proposito dell’attentato a Giovanni Paolo II del 1981, dei centri Hyperion di Corrado Simioni collegati con le BR, e del caso Moro. Il suo numero telefonico è stato trovato nell’agenda di Morucci e il suo nome è stato connesso alla Loggia P2 e al caso di Emanuela Orlandi.