L'Antifascismo da salotto

 

Adoro gli antifascisti. Sono così democratici, così aperti, così capaci di ascoltare. Vivo continuamente in loro compagnia. In poche parole, ne sono quasi circondato, avvolto, come da una rassicurante e morbida coperta. Li trovo ovunque, davvero. E ciò mi fa proprio capire che il peggio è passato. Che lo studio della Storia, così fondamentale per insegnarci a non commetter più gli stessi errori, dalle nostre parti funziona veramente.
Il modo migliore per trovarsi in compagnia di moltissimi antifascisti è partecipare ai loro commuoventi riti, alle loro sacre commemorazioni. Presente quelle che si svolgono nella piazza principale, con la banda, il sindaco, il parroco, le forze dell’ordine e via dicendo? Ecco, quelle cose lì. Bellissimo, davvero!
In nome dell’antifascismo, il prete (ma se sei fortunato, se abiti in una grande città, stai sicuro che ti becchi addirittura il vescovo) dice messa attorniato da mille bandiere tricolore. Ed è una festa, un tripudio di patriottismo senza limiti, un raro spettacolo di libertà!
Già, il nostro amato tricolore! Sì, d’accordo, non è che piacesse granché ai preti, quando è spuntato. Beh, sì, la Chiesa lì per lì ha fatto di tutto per far sparire quell’odioso simbolo della Rivoluzione anticlericale che dalla Francia si era diffusa a casa nostra. Ma cosa vuoi che importi, adesso? Il tricolore adesso è lì. Lì che sventola, trionfante. E alla fine della celebrazione, una cantatina del nostro inno ci sta tutta, dai! Daii! Ah, il nostro amato inno! Con la mano sul cuore, mi raccomando, eh? In nome del più autentico antifascismo, che diamine! E come lo canta di gusto, il prete! Come si sgolano in questo momento, nelle nostre grandi città, vescovi e cardinali! Secondo me domani a Roma canterà anche il Papa, in diretta su qualche Tg. Quell’inno mirabile, che forse sarà un po’ fanfarone, un po’ paesanotto, ma che è stato composto da un autentico martire, sai? Da un patriota d’eccezione, un giovanissimo artista-soldato, morto per l’indipendenza di Roma. Sì, vabbé, d’accordo. A sparargli addosso furono proprio i preti, con tutto l’esercito che avevano messo su per abbattere la Repubblica. Ma cosa vuoi che importi, adesso? E’ contro il fascismo che, oggi, siamo qui a prender messa. Cosa vuoi che c’entri quel povero prete, con tutte queste faccende? Lui, adesso, quell’inno lo canta: significa che è andato tutto a posto, no? Vuol dire che la Chiesa lo ha perdonato, il musicista anticlericale! Non hanno fatto così anche con Galilei? La Chiesa è misericordiosa, caro mio: perdona! Il sacerdote che vedi lì, quel Pio IX che maledì la nostra amata Italia appena nata manco l’ha conosciuto. Cosa vuoi che ne sappia, il pretuncolo, della Chiesa di un tempo. A lui non importa che il Vaticano abbia passato decenni a disconoscere il nostro Paese. E poi, dai, che senso ha star sempre lì a sottilizzare, a rinvangare…? Mettersi lì a sottolineare che la Chiesa i primi accordi con l’Italia aspettò a farli quando finimmo sotto il fascismo? Che senso avrebbe, proprio oggi, rovinarci questa stupenda cerimonia antifascista? Sempre ‘sta storia dei concordati. Il concordato con Mussolini, il concordato con Hitler, il concordato con Franco…! Eccheppalle! Ma cos’altro dovrebbe fare una chiesa cattolica, ecumenica, costruttrice di pace, se non concordare?
E poi infòrmati, dai. Guarda che c’erano un sacco di porporati antifascisti anche sotto il Duce, non lo sapevi?! Ma tiggiuro! Non sapevi che uno dei principali protettori degli ebrei italiani fu Pio XII in persona? Non ti hanno mai parlato dell’antifascismo militante dell’Arcivescovo di Milano, il Cardinale Schuster? Ma se ti dico che era antifascista! C’è scritto pure su Wikipedia, accidenti! Sì, ok. Fu lui a non voler consegnare Mussolini a quel partigiano – sì, Pertini – tenendolo nascosto in Duomo. Ma il monsignore voleva solo che lo arrestassero gli americani, mica quei criminali comunisti, no? Ma come fai a negare? Ma se l’hanno fatto beato! E poi, senti: basta! Non rovinarmi questa splendida commemorazione coi tuoi discorsi da complottista, va bene?
Il Sindaco sarà tutto in ghingheri… Bellissimo, dai! Che solenne partecipazione, la sua. Schifosi fascisti, meno male che li abbiamo fatti fuori. Ecco. Metti il partito del Sindaco, per esempio. Decisamente antifascista, no? Eh? “L’articolo 18”? La “propaganda mediatica”? “I quotidiani di informazione in mano al Governo”? Ma guarda che sotto il fascismo era ben diverso, sai? Ah, non lo sai? Mammamia, quanto mi piacerebbe farti assaggiare un po’ di quel ventennio. Allora sì che rimpiangeresti la nostra democrazia! Ma cosa pretendi? Vorresti mica un’Italia in mano alla gente? Ci vuole qualcuno che tenga l’ordine, no? Preferiresti un Governo che non prendesse nessuna decisione? Sarai mica anarchico, eh? Tu ti fideresti di una democrazia in mano a tutta quella gentaglia che affolla i forum su Internet? Guarda che la gente è idiota: manderebbe il Paese in rovina in una settimana. Come? La corruzione, dici? Guarda, a me non interessa che chi governa rubi o vada a prostitute. A me basta che quelli ci diano la possibilità di avere un lavoro, una casa… E poi, sotto il Duce, era mooolto diverso. Quello permetteva agli imprenditori di fare ciò che volevano, nei loro rapporti con gli operai. Dovevi vedere: nessuna garanzia, nessuna tutela, stipendi da fame… No, guarda: proprio non ce n’è: se non rigavi dritto o protestavi, giù manganellate. Al primo sgarro, perdevi il lavoro. Mica come adesso!
Accidenti, che bello! A Roma ci saranno tutti i ministri, a commemorare. Depositeranno bellissime corone di fiori sulle tombe dei caduti per la nostra Libertà. Come vorrei esser lì. Sicuramente il Ministro dell’Istruzione farà un discorso sul valore della cultura, su quanto sia importante studiare, per non finire sotto una dittatura. Ecco, ecco! Questo è il segno del nostro completo antifascismo: la nostra cultura! Ci pensa la cultura a proteggerci dal fascismo! Oggi dalle scuole escono giovani colti, sapienti, pieni di spirito critico e di coscienza politica… Dici di no? Cosa? “saperi minimi” “verifiche a crocette” “indifferenza”? Non ne so nulla, mi spiace. E non mi risulta che nessun telegiornale ne abbia mai parlato. E poi non mi interessa, capito? Tu parli male della scuola solo perché sei un comunista, un anarchico; che ne sai, tu, di antifascismo, accidenti. Ma guarda tu con chi mi tocca parlare! Hai presente cos’era la scuola fascista? Studenti indottrinati, insegnanti sottomessi ai Presidi, libertà d’insegnamento pari a zero.. Altro che oggi!
Credi a me, il fascismo è morto: lo abbiamo definitivamente affossato. Proprio così.
Sì, ok; ogni tanto qualche ragazzetto idiota, di quelli con la testa rasata, gira per le strade a picchiare e spaventare la gente o a disegnar svastiche con la bomboletta. Gentaglia che si ostina ancora a parlar male degli ebrei, sai.. un po’ come quegli antisemiti dei palestinesi.. Ma si tratta comunque di pochi ragazzotti deficienti, di qualche invasato, contro cui la polizia sa bene come comportarsi. Hai presente? Appena ne scorge qualcuno in mezzo a un corteo, scatta una carica di alleggerimento. Sì, significa che quando i poliziotti avvistano un fascista, si scaraventano a massacrare tutti gli altri. Cosa dici? “Donne, anziani”? E certo: vuoi mica che le forze dell’ordine se la prendano coi fascisti, mettendosi al loro livello? Meglio dare l’esempio attaccando le altre persone. Ma non lo so, dai! Ma tu, del valore educativo della pena proprio non hai capito una mazza. Ma piantala, su! E poi, se ‘ste cariche si chiamano “di alleggerimento”, vuoi mica che ci vadano giù troppo pesanti, no? Le parole hanno un senso. Anzi, a volte basta pronunciarle e le cose si sistemano subito. Dici “Buona Scuola”, e la scuola diventa subito buona. Dici: “Privacy”, e nessuno s’intromette più nei fatti tuoi. Dici “Missione di Pace”, e come d’incanto la guerra svanisce. Ecco, sì. In questo posso darti ragione. Anche il Duce adorava quest’uso delle parole. Caspita, sì. Bastò dire: “Autarchia” e l’Italia, di colpo, non ebbe più bisogno di nessuno! Siamo forti, noi italiani!
Nulla da fare: con l’epoca di “Faccetta nera” abbiamo chiuso per sempre. Ma cosa diavolo dici?! Ma cosa c’entrano gli extracomunitari che muoiono sui barconi? Un conto è andarli a massacrare a caso loro, un conto è lasciarli morire in mezzo al mare, no? In questo caso, sono loro che se la cercano; è vero o no? Perché non se ne restano al loro paese, invece che venir qui a rubarci il lavoro?
Basta, non mi interessa. Mai parlare a sproposito di fascismo, mai far l’errore di credere che il fascismo esista ancora. Si finisce col commetter lo stesso sbaglio di quei due giudici là, altrimenti. Sì, quei due.. Come si chiamavano? Ah, certo, sì: Falcone e Borsellino. Hai presente, no? Finché erano vivi, andavano in giro a dire che combattevano la mafia. E tutti a spiegar loro: la mafia? Guardate che la mafia non esiste. Siete voi due che ce l’avete in testa, quella cosa lì. E loro? Loro no, loro continuavano a dirlo e a crederci. Una vera ossessione, da ospedale psichiatrico. Perché, in queste cose, va proprio così: finisce che somatizzi; come quando ti convinci di avere un tumore, anche se sei sano. E sai com’è andata a finire, no?
Che quei due lì, a suon di credere alla mafia, ci sono morti davvero.

 

Pietro Ratto - 25 Aprile 2015

 

 

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