A proposito del Referendum

 

No, ma io lo capisco. Lo capisco bene.
Viviamo in un Paese governato da gente non eletta che sta cambiando la costituzione per rendersi ancora più intoccabile e per lasciar sempre meno possibilità alla gente di partecipare alla gestione della cosa pubblica. Un Paese corrotto, la cui classe dirigente risulta coinvolta in uno scandalo dietro l'altro, anche in relazione allo sfruttamento straniero del nostro petrolio. Un Paese che insegna ai giovani a star zitti e a farsi gli affari propri, tenendosi lontani dalla politica e da qualsiasi forma di riflessione critica. Con una scuola sempre più dominata da logiche aziendali atte a trasformare l'educazione e l'istruzione pubblica in una delle tante occasioni di guadagno economico a vantaggio dei soliti noti. Di quei soliti corrotti, collusi, ignoranti e disonesti che ci governano unicamente per il profitto delle loro banche, delle loro aziende, dei loro parenti.
Respiriamo un'aria sempre più irrespirabile, mangiamo roba sempre più immangiabile. Molti di noi vivono così, alla bell'e meglio, senza un lavoro stabile o anche solo dignitoso, nonostante magari abbiano studiato per decenni. Siamo pieni di tasse inique e insostenibili a fronte di un servizio pubblico sempre più da Terzo mondo. A fronte di una sanità pubblica e di uno stato sociale sempre più costosi e sempre meno efficienti, vittime di un sistema che ormai crolla a pezzi, di giorno in giorno..
Però, cosa volete, lo capisco. Lo capisco benissimo.
A parte tutto, alzarsi dal divano, spegner la Tv e andar giù a votare contro l'ennesima legge che contribuisce a render sempre più precaria e insana la nostra quotidiana esistenza, dopo tutto, è un'autentica rottura di coglioni.

 

Pietro Ratto - 17 aprile 2016

 

 

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