La mia povera scuola

 

La scuola in cui lavoro è povera.

Senza  fondi per pagare i progetti degli insegnanti o per finanziare i corsi di recupero per gli alunni insufficienti in materie come le mie. Il tavolo in aula professori ne è il simbolo, tenuto insieme com’è, con lo scotch.

 

La scuola in cui insegno è povera. Niente fotocopie, perché mancano i soldi per i toner. L’intero indirizzo Europeo che muore senza i fondi per pagare gli insegnanti. Per non parlare dei contributi economici degli Alpini, l’ultima spiaggia del Liceo per poter permettere a un gruppo di alunni di salire sul Treno della Memoria e rendere omaggio alle vittime di Auschwitz.

 

Se però, per dirla alla Nietzsche, gl’IDEI SONO MORTI* trascinandosi dietro progetti incompiuti, tavoli sgangherati, fotocopiatrici in bianco e treni smemorati, resta in me, comunque, una gran consolazione.

 

Tutti i giorni, entrando in istituto, il cuore si scalda alla vista di quei portentosi fari alogeni costantemente e inesorabilmente accesi, anche quando il sole spacca le pietre, anche nel corso di commuoventi giornate di sensibilizzazione come quella intitolata M’illumino di meno. Che bella cosa insegnare ai ragazzi a risparmiare energia elettrica mentre centinaia di watt, sparpagliate inutilmente sul prato assolato, sottolineano puntualmente la nostra coerente sensibilità. Quale educativa forza è riposta in siffatte evidenti contraddizioni!

 

Da qualche giorno poi, lo confesso, una dolce emozione mi riempie l’animo alla vista di un Televisore. Un Televisore, sì, anche qui!! Una Tv LCD 32 pollici, montata all’entrata, puntata dritta verso l’ingresso, per permettere a chiunque entri di seguire in tempo reale le trasmissioni della CNN, di Rai News 24 o chissà, in un futuro che mi auguro prossimo, di qualche educativa puntata del Grande Fratello. Finalmente! Finalmente, penso! Passi dunque, mi dico, l’ignoranza e le insufficienze non recuperate degli alunni, passi la morte dell’indirizzo Europeo, passino tutti i treni (della memoria e non) e quant’altro. Son cose da nulla di fronte allo sfarzoso spreco dei fanali diurni,

alla roboante tecnologia dell’imprescindibile schermo a cristalli liquidi, della cui presenza, in questa scuola, da immemorabile tempo si avvertiva la necessità!

 

E mentre il pensiero naufraga in questa dolce, elettronica poesia, un confortante dubbio mi coglie: “E se dietro a tutto questo ci fossero di nuovo gli Alpini?”. Mirabili scenari! Alpini in cordata intenti a pagare chilometriche bollette dell’Enel. Alpini che, eroicamente, dilagano tra gli scaffali di MediaWorld in cerca di un 32 pollici. Potenza della Televisione!

Un solo sguardo al freddo schermo e, come d’incanto, un’improvvisa sintonia con le attuali celebrazioni dei 150 anni dall’Unificazione mi fa batter forte il cuore! Curtatone, Montanara. La Breccia di Porta Pia!

 

Un’incontenibile commozione, allora, mi attanaglia e mi scuote, al pensiero delle impavide penne nere, della gloriosa fanfara dei bersaglieri, delle migliaia di giovani che hanno donato la vita per far nascere questo grande Stato, la sua onesta e fulgida classe politica, gli incrollabili, rigorosi e coerenti valori della nostra amata Scuola italiana.

 

 

Pietro Ratto - 20 Maggio 2010

 

* : IDEI è un acronimo ben conosciuto dal mondo degli insegnanti. Sta per Interventi Didattici Educativi Integrativi.

 

 

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Pietro Ratto, Le pagine strappate, Elmi's World, 2014

 

 

 

Pietro Ratto, La Passeggiata al tramonto. Vita e scritti di Immanuel Kant, Leucotea EBK, 2014

 

 

 

Pietro Ratto, I Rothschild e gli altri, Arianna Editrice, 2015

 

 

 

Pietro Ratto, Il Gioco dell'Oca, Prospettiva Editrice, 2015

 

 

 

 

 

 

 

   

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