A scuola da McDonald's

 

La circolare rimbalza, trionfante, da una classe all’altra. Il Dirigente Scolastico ringrazia le famiglie per il grandioso successo ottenuto: 20.400 punti totalizzati con la spesa alla Coop! E grazie a ciò, in arrivo per tutti lavagne interattive LIM, videoproiettori, e soprattutto carta! Incredibilmente carta! Quella che tutti si sognavano da anni, che sembrava impossibile ottenere senza qualche santo in paradiso.. la carta, sì! Quella vera, per far fotocopie, per scrivere, per stampar compiti in classe! Davvero, sulla carta, oramai nessuno sperava più! Un risultato eccezionale, non c’è che dire. Passi la Lim, che fino a qualche anno fa nessuno sapeva nemmeno cosa fosse e, tanto meno, ne sentiva l’esigenza. Passino pure i videoproiettori.. Ma la carta!
Com’è stato davvero possibile tutto ciò? Beh, il trucco è più o meno questo.

Tieni a stecchetto per anni l’istruzione pubblica, facendole cadere dall’alto ogni minima cosa. Raziona la carta, abbandona per mesi a loro stesse le fotocopiatrici sprovviste di toner, costringi i docenti a implorare i bidelli per ottener due gessetti, un rotolo di carta igienica, una cartina dell’Europa.. Tieni la scuola statale a pane e acqua, insomma, deviando i fondi necessari su quella privata, sulle spese militari, o che so, sul tuo conto in banca.. Poi, quando l’hai ridotta a uno straccio, quando nessuno si aspetta più nulla da te, manda avanti i tuoi amici della Coop. O di Esselunga, o chi altro vuoi.. Tanto son sempre gli stessi.
Annuncia a sorpresa che uno Stato non è in grado di far le magie di cui soltanto una catena di supermercati è capace. Spingi milioni di angeliche mamme a farci la spesa, in quei centri commerciali, promettendo abbondanti piogge di punti e di premi sulla didattica destinata ai loro pargoletti. D’altra parte la scuola è di tutti, no? La scuola sei tu: chi può darti di più?! Responsabilizzali, quei genitori. Fai leva su quello spirito di sacrificio che hanno bevuto col latte materno, che hanno imparato in anni e anni di catechismo.. I tempi dell’Austerity, le bucce di banana divorate dai nonni durante la guerra, i partigiani sulle montagne, i patrioti al patibolo.. ed eccoteli tutti lì, i BuoniGenitori della BuonaScuola! In coda alle casse a far incetta di punti, in cima alle scale a tinteggiar le aule dei figli, sguinzagliati per il giardino dell’istituto a raccoglier cartacce.. Tutti presi dalla loro responsabilità di padri, di madri, di zii; perfettamente immemori dell’enormità di tasse che, ogni anno, comunque pagano per poi sentirsi costretti dai BuoniGovernanti a ricomprarsi e ripararsi la “loro” stessa scuola.
Ora, soprassediamo pure sul brutto affare di uno Stato che, se da un lato non perde occasione per dichiarare la sua incapacità nel farsi carico dei costi della scuola pubblica (lo ha scritto nel simpatico manualino introduttivo sulla BuonaScuola, lo ha ribadito nel suo DEF 2015), dall’altro prevede (vedi art. 7 comma 7 del DDL Giannini), un aumento di 12 milioni per il 2015 e di 36 milioni per il 2016 del Fondo per la retribuzione dei Dirigenti Scolastici, così da “comprarsi” il loro automatico, obbediente #iononsciopero. Prescindiamo, dunque, da quanto sia inquietante questo sistema che, grazie al nostro attuale ministro, consegna irrimediabilmente l’istruzione pubblica nelle mani dei privati, e proviamo invece a far due conti della serva, okay?
Dunque.. La circolare è chiara. Con quei punti ci tiri su una LIM con proiettore. Se smanetti un po’ su internet scopri che alla Coop te la mollano con 15.800 bollini. Ossia, tienti forte, in cambio di una spesa di ben 158mila euro (ebbene sì: quelli cacciano un bollino ogni 10 euro). LIM e videoproiettore, però, se come ai vecchi tempi la spesa pubblica fosse ancora di competenza del nostro governo e non degli imprenditori privati, costerebbero al Ministero non più di 1500 euro. Ma andiamo avanti. La circolare vanta l’arrivo di un secondo videoproiettore, che risulta gentilmente offerto da Coop a fronte di ben 4200 bollini, ossia – udite, udite! – 42mila euro di spesa. Ma il costo di quell’apparecchio, in realtà, si aggira intorno ai 650 euro. Infine la carta. Sessanta preziosissime risme di carta, una goduria senza precedenti! Saltano fuori da 400 bollini, quindi in cambio di una spesa delle famiglie di 4mila euro. Peccato, però, che quelle stesse risme al Ministero ne costerebbero circa 200.
Ora è vero, sì. La spesa quei genitori la farebbero comunque. Ma a prescindere dal fatto che la farebbero un po’ dove vogliono e non per forza là dentro, io mi domando: sarebbe davvero complottistico ipotizzare che alla Coop i prezzi fossero stati opportunamente “ritoccati” all’insù, per far sì che i costi di ogni scuola, alla fin fine, se li sobbarcassero interamente le famiglie? E a parte tutto, il risultato di questi conti non è comunque sconfortante? Stiamo parlando di un rapporto di quasi 100 a 1, accidenti! Papà e mamma, cioè, emerge che abbiano cacciato la bellezza di 204mila euro per assicurare al “loro” liceo strumenti didattici del valore (a farla grossa) di 2400.. Non fa un po’ impressione tutto ciò? E, si badi bene, parliamo di prezzi di listino; di prezzi al pubblico, insomma. Sicuramente molto più alti di quelli sostenuti da Coop, o di quelli che un Ministero potrebbe ottenere semplicemente firmando alcune convenzioni con le relative aziende produttrici. Non c’è del rancido, in tutto ciò?
Allargando un po’ di più la visuale, come commentare poi le ultime novità a riguardo? Oltre a Coop, Esselunga e soci, la new entry dei punti scuola è niente meno che McDonald’s. Capito bene, sì. Proprio McDonald’s, di ritorno dell’Expo in tutto il suo spendore! Eccolo lì, il tempio della cattiva alimentazione, del pasto veloce e del cibo spazzatura, in combutta con quello stesso ministero che foraggia fior fiore di Commissioni di dietologi e nutrizionisti (forse non proprio “super partes”, d’accordo!) per l’educazione alimentare dei bambini. E che evidentemente non disdegna di buttare nel cesso la propria credibilità per quattro lavagne interattive che non intende più acquistare! Ogni euro di spesa da McDonald’s ti vale un bollino-scuola. Ma solo l’istituto che totalizza il maggior numero di punti a livello regionale si becca i “premi”. Gli altri si fottono. E se provi a dare un’occhiata alle scuole finora “premiate”, cosa scopri? Che son quasi tutte private: quelle stesse che, già di loro, da sempre incassano rette da favola, hanno trovato il modo di cuccarsi anche i fantastici premi offerti dal re dei fast food! E anche senza volersi addentrare in dubbi tanto inquietanti quanto legittimi come: “e se Esselunga o McDonald’s fossero in mano agli stessi proprietari degli istituti scolastici privati che premiano?”, come stupirsi che questi ultimi si accaparrino premi molto più di quelli statali? Al McDonald’s ci mangi spesso soltanto se hai i soldi, altrimenti te ne stai a casa, no? Geniale, non c’è che dire! L’escamotage dei bollini, come d’incanto, mette a tacere anche la diatriba sul finanziamento alle scuole private. Perché da McDonald’s e alla Coop, mica fanno differenze. I loro bollini li danno a chiunque tiri fuori i soldi.
Soprattutto a chi può cacciarne di più.

“Sono passato davanti alla sua vecchia parrocchia”, dissi. “È diventata un McDonald’s.”
“Il mondo intero sta diventando un McDonald’s, signor Goldman.”

Joël Dicker, La verità sul caso Harry Quebert

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Ecco quindi qui sotto, in sintesi, un esempio dell’affarone che Coop fa con ogni singla scuola italiana:

 

– LIM con proiettore: 15800 bollini - 158mila euro (a fronte di circa 1500 euro di costo)
– Videoproiettore: 4200 bollini - 42mila euro (a fronte di circa 650 euro di costo)
– 60 Risme di carta: 400 bollini (6,6 bollini a risma) - 4mila euro (a fronte di circa 200 euro di costo

 

TOTALE: 204 MILA EURO DI SPESA PER ATTREZZATURE DEL “VALORE” MASSIMO DI EURO 2400.

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Pietro Ratto - 25 gennaio 2015

 

 

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