Lutero e le suore

Quando lo squallore dell'integralismo si spaccia per informazione 

 

 

Da circa una settimana la protesta serpeggia in molti ambienti, più o meno integralisti, del cattolicesimo nostrano. Il Papa ha sbagliato, urlano in coro: ha “aperto” a Lutero. Ha fatto pericolose concessioni all’odiata riforma protestante, insomma, inimicandosi i più incalliti difensori della cosiddetta ortodossia.

Facendo un rapido giro su Internet, c’è da restar davvero sgomenti. Se infatti, da un lato, il Pontefice raccoglie disapprovazione a piene mani, dall’altro si è scatenata la guerra a Lutero, improvvisamente lastricato da cattolicissime ingiurie e da zelante e impietoso disprezzo. Non che tali critiche brillino per originalità, ben inteso. Tutto sommato, il solito banale copia-incolla di qualche citazione a proposito del riformatore, teso comunque a dipingerlo nel modo più turpe.

E in maniera del tutto incontrastata, per giunta.

Ora, per carità. Personalmente, nulla a che fare col luteranesimo, al di là di una  generalizzata e viscerale stima nei confronti di chi abbia cercato, o cerchi tutt’ora, di cambiar le cose anche esponendosi e rischiando la pelle. Nei confronti di gente come questo coraggioso teologo di Wittenberg, per intenderci. Indipendentemente dalle sue convinzioni. Ma a sentirlo dipingere impunemente come un pervertito maniaco sessuale, beh, c'è poco da fare: una certa quale rabbia, inevitabilmente, monta.

Diciamolo chiaro, la tecnica per infangar qualcuno è poi sempre la stessa, per giunta ottimamente collaudata. Estrapolar qua e là qualche frase, qualche frammento di ragionamento, per poi comporre un quadro il più orripilante possibile, a proprio piacimento. Lutero, nel corso delle sue lettere si definisce spesso un peccatore, un uomo fragile, in preda alle tentazioni? Niente di meglio, allora, che utilizzare queste sue ammissioni di vulnerabilità facendole passare per autentiche confessioni di chissà quali peccati. E così, come per magia, frasi come: “Raramente ho il tempo di leggere il Breviario e di celebrare la Messa. Sono troppo sollecitato dalle tentazioni della carne, del mondo e del diavolo”, nelle mani di banali e volgarissimi baciapile si tramutano d’incanto in autentiche confessioni di chissà quali turpi e assatanate pratiche. Ma c’è una cosa, tra tutta l’immondizia in cui ci si imbatte, che letteralmente mette ribrezzo. 

Si tratta di un passo che, a dir dei cattolicissimi delatori, sarebbe tratto da una non meglio precisata lettera di Melantone. Un brano riportato così: “Lutero è un uomo estremamente perverso. Le suore che egli ha tirato fuori dal convento lo hanno sedotto con grande astuzia ed hanno finito col prenderlo. Egli ha con loro frequenti rapporti carnali". Possibile?, vien da dirsi. Davvero il grande amico di Lutero può aver dipinto in tale modo il suo amato maestro? Allora vale la pena di mettersi un po’ a cercare. E ricerche come questa, diciamocelo pure, non son certo facili in un Paese come il nostro, in cui tutto ciò che non ha a che fare con Santa Romana Chiesa è sistematicamente accantonato, se non deliberatamente censurato1. Alla fin fine, però, la versione originale salta fuori. Al punto da vergognarsi profondamente per tutta quella gentaglia che, dalle nostre parti, diffonde così impunemente falsità e discredito. E ancor più, per tutti gli innumerevoli pecoroni che, bovinamente, queste volgari idiozie si affrettano a ricopiare a vanvera, senza il benché minimo senso critico.

Naturalmente si è reso necessario tradurre il brano, poiché dalle nostre parti risulta circolare solo la suddetta porcheria.

 

Ecco, intanto, il contesto. E’ il 16 giugno del 1525. La protesta anti-cattolica divampa, incendiando i paesi germanici. Martin Lutero, sparito per qualche tempo dalla circolazione, dà improvvisamente notizia di sé nel modo più scabroso. Il mondo cristiano, infatti, viene di colpo a sapere che il grande moralizzatore si è appena sposato, unendosi all’ex suora Katharina von Bora. La notizia è letteralmente una bomba, che può senz’altro ritorcersi contro la buona reputazione del monaco e di tutti i suoi seguaci. I due si sono uniti all’improvviso, tre giorni prima, scandalizzando non solo il clero romano (almeno sulla carta rimasto fedele a quel principio di castità, di fatto poi sistematicamente violato nella pratica), ma persino i suoi stessi seguaci. Nessuno di loro aveva immaginato che la Riforma potesse spingersi fino a tanto.

L’amico Melantone, allora, decide di scrivere a Joachim Camerarius, raffinato umanista protestante, immaginandolo in pena per queste scabrose novità. La lettera che ne viene fuori? Questa. Il passo orribilmente deturpato dai suddetti ottusi fanatici, quello evidenziato in grassetto.

 

“Salute a te.

Visto che sarai raggiunto da voci discordanti circa il ​​matrimonio di Lutero, ho pensato fosse meglio comunicarti la mia opinione su di lui. Il 13 giugno, Lutero - inaspettatamente e senza informare preventivamente nessuno dei suoi amici di ciò che stava per fare - ha sposato Bora; ma la sera, non avendo invitato a cena nessuno tranne Pomeranus, il pittore Lucan e Apel, ha seguito il consueto rito matrimoniale. Forse potresti esser sorpreso dall’idea che, proprio in questo infelice momento in cui i migliori uomini si trovano ovunque in difficoltà, egli non solo non si preoccupi di loro, ma anzi, a quanto pare, si dia al libertinaggio e rovini la propria reputazione, e ciò nel momento in cui la Germania avverte particolarmente il bisogno della sua assennatezza e della sua autorità. Le cose, a mio avviso, sono andate più o meno così.

L'uomo è debole, si sa, e le suore debbono aver usato le loro arti su di lui con gran successo; probabilmente l’esserci uniti a loro ha intenerito, o addirittura infervorato, quest'uomo nobile e ispirato. In tal modo egli sembra essere caduto in questa inopportuna svolta della sua vita. Ad ogni modo, le voci secondo le quali egli abbia disonorato la donna prima del tempo, sono manifestamente false. E ora che i giochi son fatti, non dobbiamo farcene troppo un cruccio o rimproverargli qualcosa; io penso, anzi, che sia stato sopraffatto dalla tendenza naturale a unirsi a una donna. Questo stile di vita, del resto, se da un lato è veramente umile, ciò non dimeno è santo, e più gradito a Dio che il celibato.

Quando vedo Lutero giù di morale e preoccupato di questo suo cambiamento di vita, mi sforzo di consolarlo con gentilezza, perché non ha fatto nulla che mi sembri indifendibile o degno di censura. Inoltre, ho la ferma certezza della sua religiosità; di conseguenza, condannarlo mi è impossibile.

Nutro la speranza che questo stato di vita possa renderlo più sobrio, così da permettergli di riscattare quella sua goliardia che spesso abbiamo disapprovato.

So che siete preoccupati per la reputazione di Lutero, temendola in pericolo. Vi esorto a sopportare docilmente poiché il matrimonio, secondo le Scritture, è una scelta di vita onorevole”2.

 

Ecco. Tutto qui. Il brano originale è questo. Ci descrive il sincero stato d'animo degli amici del riformatore, preoccupati della svolta che la sua vita sta prendendo e di come essa possa venir interpretata dall'intera comunità dei suoi seguaci. Ma ci parla anche della piena stima, della grande ammirazione che essi  nutrono nei confronti dell'esuberante Maestro.

Il tutto, evidentemente, ben lontano dallo scempio che i cattolici, in nome della "verità su Lutero", hanno fatto - e continuano a fare - anche di questo documento.

Così. Tanto per far capire con che razza di buoni cristiani abbiamo ancora a che fare.

 

 

Pietro Ratto

5 Novembre 2016

 

________________

 

1 Cfr. ad esempio saggi come P. Ratto, Le pagine strappate (Elmi's Worls, 2014) - in cui si evidenziano i trucchi con cui è stato rimosso dalla storia alto-medievale l'esatto lasso di tempo tradizionalmente attribuito al "leggendario" pontificato della Papessa - oppure P. Ratto, Il Gioco dell'Oca (Prospettiva editrice,2015), dedicato ai censurati retroscena della cattura e del processo a Jan Hus.

2 P.Smith - C. Jakobs, Luther's correspondence and other contemporary letters, Philadelfia, 1913, II, 324 ff. Cf. ZKG, 21:596. CR 1:754. H. Boehmer, Luther in the light of recent research, tr. Huth (1916), pp. 217 e seguenti.

 

Relativamente alle falsità di cui sopra, cfr. ad esempio gli articoli sul "dinosaurico" Christus Rex o su Tradizione, Famiglia Proprietà (sic), il cui contenuto è lo stesso identico riportato da decine di altri siti che, in questi giorni, polemizzano col Papa inneggiando alla guerra santa contro i luterani.

Naturalmente le origini di questa campagna diffamatoria nei confronti di Lutero si perdono nella notte dei tempi. Un buon esempio, da cui ritengo che le suddette falsità traggano spunto, è quello costituito da una serie di articoli pubblicati da La Civiltà cattolica, periodico curato dai gesuiti e direttamente dipendente dal Vaticano, negli anni ottanta dell'Ottocento.

 

 

- TUTTI GLI SCRITTI -

 

 

 

Pietro Ratto, Le pagine strappate, Elmi's World, 2014

 

 

 

Pietro Ratto, La Passeggiata al tramonto. Vita e scritti di Immanuel Kant, Leucotea EBK, 2014

 

 

 

Pietro Ratto, I Rothschild e gli altri, Arianna Editrice, 2015

 

 

 

Pietro Ratto, Il Gioco dell'Oca, Prospettiva Editrice, 2015

 

 

 

 

 

 

 

   

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