L'indagine che vorrei..

 

 

Io non lo so, davvero.. Sempre più spesso mi capita di incontrare ex alunni che ricordo vitali, impegnati, pieni di voglia di affrontare il mondo e di seguire le proprie inclinazioni, e di ritrovarli invece inchiodati, sofferenti, nervosi e delusi. Scavi un po' e il problema è sempre lo stesso: anni di università persi a studiar roba che non amavano, collezionando insuccessi e paure.

 

"Adesso però va meglio, prof.. Finalmente ho deciso di cambiare, di seguire la mia strada!"

A volte ce la fanno: e cambiano. Ma i più si rassegnano a trascinarsi in una vita triste e infelice.

 

Mi piacerebbe davvero che si indagasse meglio, che si studiassero di più gli effetti devastanti di tutto il terrorismo psicologico messo in atto nel corso degli ultimi anni di scuola. Che si comprendessero a fondo le conseguenze di quel sistematico insieme di colloqui, questionari e test altamente ansiogeni finalizzato a spaventare i nostri giovani con lo spettro della disoccupazione e dell'insuccesso. Studiato a tavolino per indurli a far scelte che non sono le loro, che fan comodo soltanto al sistema.

 

Non la solita roba, quel banale e statistico limitarsi a raccoglier "successi", punteggi, voti di laurea o livelli stipendiali conseguiti. No, no: non di vuoti e freddi numeri parlo.

Penso a un bel sondaggio sulla felicità.. Su quanto siano effettivamente felici della loro scelta, a distanza di anni, tutti quei milioni di alunni così accuratamente "orientati" dal nostro beneamato "sistema istruzione". Sulla loro realizzazione personale, sulla soddisfazione di sé..!


Mi piacerebbe si indagasse di più, insomma, su tutto il male che procura ai nostri ragazzi il cosiddetto "orientamento scolastico" contro cui, da così tanti anni, inutilmente lotto.

 

 

Pietro Ratto - 1 dicembre 2016

 

 

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