Fregatene!

 

Tu dici che hai paura. Che a sentir di tutte 'ste cose che capitano, di gente che si ammazza facendo fuori altra gente, ti senti perduto, disperato, terrorizzato.
Io sono piccolo piccolo; un po’ come te, lo sai. Ma.. se posso dirti qualcosa, se posso darti un timido consiglio, ecco, io ti dico: “fregatene". Fregatene un po’.
Guarda, davvero: fregatene. E mica soltanto perché non ci possiamo far nulla, no.. Anzi, è proprio fregandocene che possiamo risolvere qualcosa. Ti dico fregatene perché è proprio preoccupandosi, agitandosi troppo, aspettandosi il peggio.. è proprio così che si fa il loro gioco. Il gioco di chi crea violenza per seminar odio e desiderio di vendetta, o per diffonder paura e bisogno di protezione.. Tu, invece, fregatene un po’.

Di quelli che si fanno saltare in aria in pubblico, o che guidano camion e treni in mezzo alla folla, tu - dammi retta - comincia proprio un po' a fregartene.

Fregatene anche di tutte le malattie, di tutti quei virus con cui cercano di spaventarti e di farti comprare le loro medicine. Di tutti i batteri, di quei discorsi su malattie e morbi incurabili.. Fregatene! Fregatene delle catastrofi, dei cataclismi, delle loro emergenze, degli stati d'allerta, dei loro bollini rossi o neri.. Spegni la Tv, chiudi il giornale e.. Fregatene!
Fregatene in questo senso: "non prendertela". Hai presente questo modo di dire, hai presente quando ti senti dire di non prendertela? Hai mai riflettuto davvero sul significato di questa saggia espressione? "Non prendersela", come non afferrare, non portar via una certa cosa. Come il bimbo che non deve prendere i giochi non suoi, come il ladro che deve smetter di violare la proprietà altrui.. Come il medico.. Ecco, sì: come il medico!

Il medico che cura un malato, dieci malati, centinaia di malati. Un medico eroico, che combatte con le sue sole forze, che so, in un ospedale militare. Magari contro una terribile epidemia..! Ecco, così! Perché tu devi cercare di non prendertela. Di non ammalarti anche tu.. Fuor di metafora, di non far tua quell’orribile vicenda. Non devi fartene contagiare, insomma. C’è bisogno di gente sana, per curare i malati. C’è bisogno di uomini e donne forti, nel pieno delle loro forze e della loro salute fisica e mentale, per tirarsi su le maniche e cominciare a combattere l’epidemia. Ed è necessario isolarli, i malati. Accudirli, per carità; non perderli di vista nemmeno un secondo, certo. Ma impedire, però, che il loro malessere contagi chi ancora è sano. I bambini, i giovani, tutte quelle persone che possono ancora rendersi utili, per sconfiggere il male.
E in tutto ciò, pensaci un secondo.. Che dottore sarebbe, a cosa servirebbe mai, quel medico che pensasse di curar la gente beccandosi la stessa malattia dei suoi pazienti?
Ecco, allora: non prendertela. Non farti contagiare. Tu sei forte e sano, tu sei fuori da quel giro di pazzi, di malati, di perversi. Tu devi fottertene, proprio mentre continui a lottare. Devi impegnarti e contemporaneamente fottertene, per restar fuori. Per restar sano.
Niente paura, dunque. La paura lasciala ai malati, a quelli che ormai giacciono, accasciati e doloranti, sui campi di battaglia.
Tu lotta contro queste brutte cose, sì. Tu chinati, senza sosta, a curar tutti i caduti che puoi, sì.. Ma “non prendertela”: non far tuo, tutto quel male!
Dopotutto, se in giro c’è gente perversa che ama terrorizzare le masse, se ci sono individui che, in questo meraviglioso, bellissimo mondo, hanno deciso di preferire il potere all’amore, a te che ti frega?

 

Pietro Ratto - 17 luglio 2016

 

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