Quando si dice Democrazia..!

 

Siamo giunti alle elezioni di febbraio con una gran sete di cambiamento. Intendevamo davvero in tanti lasciarci alle spalle una classe politica in gran parte incapace di gestire un'oscura crisi di cui continuavano a fare le spese milioni e milioni di cittadini innocenti, improvvisamente senza lavoro, senza soldi, senza speranze.
Ci trovavamo in una situazione che molti di noi non potevano sopportare più di così. Un Presidente della Repubblica vecchio, molte volte dimostratosi non all'altezza del suo ruolo, a suo stesso dire desideroso di riposo; un Presidente che ci aveva imposto un Premier non eletto dal popolo ma fortissimamente voluto dalle lobbies finanziarie europee. Un Premier "Professore" che succedeva ad un altro "Cavaliere" corrotto e incapace, con la rassicurazione di essere finalmente in grado di risolvere la terribile crisi e di "ridare credibilità" alla nostra Nazione.
L'Italia, nell'anno successivo, era invece peggiorata; quel Premier aveva imposto un sistema fiscale rigido, terrificante, liberticida, contribuendo massicciamente al rapido, ulteriore impoverimento degli italiani, abbassando ancora di più la qualità dei vari servizi ai cittadini, della sanità e della scuola ma non esitando, contemporaneamente, a erogare centinaia di milioni di euro di finanziamenti a istituti scolastici privati o a trasferire, senza alcun chiarimento, svariati miliardi a banche americane ed europee.
Davvero, non se ne poteva più. C'era chi, come il sottoscritto, intravedeva in tutto ciò un sistema pseudo dittatoriale da cui non si sarebbe usciti nemmeno con nuove elezioni, ma molti, moltissimi, si erano recati alle urne con la voglia di rifare l'Italia da zero, o quasi.
In seguito a quel voto il Movimento 5 Stelle - che aveva riportato un clamoroso successo e che, proprio per la sua determinazione a voltar pagina, non intendeva in alcun modo allearsi con quella vecchia e corrotta classe politica che per anni aveva contrastato - era stato, a quel punto, in tutti i modi screditato. Accuse di incoerenza, di populismo, di fascismo, erano piovute da ogni parte, con tutti i Tg schierati in prima linea a mettere in guardia la gente ed a sottolineare che se l'Italia risultava ingovernabile, ciò non poteva che esser responsabilità del "comico" Grillo.
Quest'ultimo, che non intendeva far altro che restare fedele ai suoi propositi ed alle sue promesse, era quindi condannato per quella stessa coerenza politica che, invece, veniva lodevolmente riconosciuta a un Bersani a cui tutti i Tg riconoscevano il merito - una volta ottenuto l'incarico di provare a formare un governo - di non aver voluto allearsi con lo storico "nemico", Berlusconi.
In una situazione di stallo, con Bersani incapace di formare qualsiasi Governo, il vecchio Presidente della Repubblica non se l'era sentita nemmeno di indire nuove elezioni. Per questo motivo aveva aspettato fino alla scadenza prevista dalla Costituzione a causa dell'imminenza del suo stesso mandato. Poi aveva tirato fuori dal cappello la patetica carta dei "Saggi", tutti chiaramente PD/PDL.
Era seguita infine la telenovela delle elezioni presidenziali, nel corso della quale il Movimento 5 Stelle si era ancora una volta dimostrato pienamente coerente esprimendo un unico nome - per giunta fortemente condivisibile da quella stessa area di sinistra a cui tale candidato, da una vita, appartiene - uscito dai forum di tutti gli iscritti. Gli altri partiti, invece, si erano cimentati in giochi di prestigio più o meno pietosi, cambiando continuamente candidato e venendo a patti tra loro - nonostante la tanto ostentata ventennale "inimicizia" - piuttosto che accettare l'ipotesi, più che prestigiosa, messa sul tavolo dal Movimento Cinque Stelle.

Ora anche quest'ultimo patetico valzer è finito. Tutti sono di colpo felici, annunciando la novità che metterà d'accordo di colpo tutta la casta. Finalmente possiamo dirci tutti soddisfatti, tutti fieri della nostra democrazia! Finalmente possiamo gridare ai quattro venti la nostra soddisfazione, la nostra gioia. Finalmente la tanto auspicata novità, il tanto bramato rinnovamento, che da tanto tempo aspettavamo per lasciarci alle spalle la dittatura della finanza internazionale, è a portata di mano. Una svolta epocale si preannuncia.
L'Italia può finalmente annunciare al mondo, fiera, di aver Giorgio Napolitano come Presidente della Repubblica.
E Mario Monti come Premier.

Pietro Ratto - 20 aprile 2013

 

 

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