Una scuola a metà prezzo

 

Tanto il primo quadrimestre non serve a niente, prof.

Commenta così, l’alunno, la mia disapprovazione per un’interrogazione appena andata male.

Interrogazione di recupero, per l’esattezza. Un recupero relativo a un’insufficienza riportata sulla pagella del primo quadrimestre ed evidentemente non ancora sanata.

Il primo quadrimestre non serve a nulla! Pazzesco. E ancor più pazzesco è il fatto che il ragazzotto abbia assolutamente ragione. Resto lì inchiodato, con la penna in mano, e rimembro.

Tre anni fa, dal Preside: “Non ha senso che gli studenti continuino a non studiare gli argomenti che facciamo nel primo quadrimestre, dato che sanno benissimo che la promozione si decide solo sulla base della media dei voti riportati nel secondo! Propongo che a giugno si esprima una valutazione che tenga conto dell’intero anno scolastico”. Ottima idea: il contesto appropriato per avanzare tale proposta, però, è il primo Collegio Docenti del prossimo anno. In quell’occasione ne parli pure.

Così avevo atteso un anno per cogliere l’occasione, e ne avevo parlato. Risultato? Purtroppo questo non è il contesto appropriato. Che se ne parli nella prossima riunione di Dipartimento.

Anche quella riunione era “finalmente” giunta, e il responso? Non possiamo parlarne: l’argomento non è stato inserito all’ordine del giorno.

Quindi era passato un altro anno scolastico, e quello successivo si era aperto con un Collegio in cui non ero presente. E in cui si era deciso esattamente l’opposto di quanto avrei voluto proporre: l’interrogazione di recupero dell’insufficienza del primo periodo sarebbe stata valutata, da lì in avanti, con un giudizio che in alcun modo avrebbe fatto media con i voti del secondo periodo.

Eccolo lì, quindi, lo studente che adesso si fa beffe di me. Di me e di tutti quelli che, in giro per l'Italia, credono ancora nella possibilità di fare istruzione ed educazione in modo serio. Ecco invece dov’è finita tutta quella demagogica tirata sull’importanza e la sacralità del recupero nella Scuola dell’Autonomia!

Un giudizio buttato lì. Che non conta nulla. Ma che, naturalmente, va formulato improrogabilmente entro la data x, registrato entro la data y e con le modalità z.

 

E allora mi chiedo, siamo davvero sicuri che questa cosa sia regolare? C’è scritto da qualche parte che la promozione ce la si guadagni studiando soltanto metà del programma? E a prescindere dal fatto che la maggior parte degli insegnanti italiani, evidentemente, si accontenta che i propri alunni conoscano a sufficienza il cinquanta per cento di quanto spiega, siamo davvero certi che se uno dei pochi studenti scrupolosi, una di quelle mosche bianche che studiano anche durante il primo quadrimestre per puro spirito di sacrificio o perché c’è ancora in giro qualche folle genitore che insegna ad adempiere ai propri doveri a prescindere dalla convenienza personale - siamo davvero sicuri, dicevo, che se uno di questi pazzi alunni che "studiano gratis" decidesse di ricorrere contro questo schifoso sistema, che premia sempre e solo i lavativi ed i furbetti, non farebbe saltare in aria, in un attimo, migliaia di scrutini?*

 

 

Pietro Ratto, 18 marzo 2016

 

* A ben pensarci, però, questa scuola è svenduta a molto, molto meno che a "metà prezzo".
Il primo quadrimestre i ragazzi possono tranquillamente evitare di studiare, tanto alla fine non conta nulla.
Il secondo? Beh, sì.. A febbraio però c'è la settimana di sospensione. Vietato far lezione, eh? Tutti fermi a recuperare l'insufficienza di quelli che non hanno fatto nulla finora e che sanno bene che per esser promossi non serve proprio nessun recupero. Nemmeno quello della "Settimana di recupero". Seguono a ruota le vacanze di Carnevale. Poi c'è marzo, il mese in cui van tutti in gita. Restando a casa anche qualche giorno dopo, naturalmente, perché andare in gita stanca, si sa.. Poi ci sono le vacanze di Pasqua, e così si salta a piè pari ad aprile. E lì, eccoci a far lo slalom tra visite a musei o a chiese varie, tra partecipazioni a spettacoli teatrali, a conferenze sulla salute e sull'orientamento salva-vita, sulla donazione di organi o sul tumore al velopendulo. Poi le simulazioni di prima-seconda-terza prova, le "prove comuni", lo stage di Scienze, i tornei di basket e calcetto, le foto per l'annuario, la giornata all'Acquario, la settimana della Matematica, le prove INValSI, la tre-giorni della Pirotecnica e che so io!
E quando arrivi alla fine di maggio, eccoti con le mani tra i capelli (per chi ancora li ha), a compilare il "Programma svolto" da consegnare entro qualche scadenza terribilmente perentoria, divorato dai sensi di colpa per non averlo finito, per non aver fatto fino in fondo il tuo lavoro. Mentre gli alunni, disorientati, stressati e stanchi morti soprattutto a causa di stage, visite e uscite didattiche, si preparano a nuove estenuanti vacanze estive.
Senza aver imparato, e soprattutto compreso, una solennissima mazza.

 

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Pietro Ratto, Le pagine strappate, Elmi's World, 2014

 

 

 

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Pietro Ratto, I Rothschild e gli altri, Arianna Editrice, 2015

 

 

 

Pietro Ratto, Il Gioco dell'Oca, Prospettiva Editrice, 2015

 

 

 

 

 

 

 

   

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